Si rompe l’argine di un canale: Scardovari si risveglia allagata

Da “Il Gazzettino” 25.05.2017 PORTO TOLLE – Spavento alle prime luci dell’alba a Scardovari, quando diversi abitanti del Villaggio delle Rose, quartiere del paese, si sono ritrovati acqua sul cancello di casa. La rottura dell’arginello che contiene un canale di irrigazione, il più importante della zona che porta acqua alle campagne e alle risaie, ha permesso la fuoriuscita di una grossa quantità d’acqua che ha procurato non pochi disagi agli abitanti del luogo. Il tutto e successo nella notte, l’intervento di chiusura della falla è stato fatto diverse ore dopo l’allarme, dato alle 5.30.




Nel Delta per toccare con mano la subsidenza

Da “ROVIGOOGGI.IT” 16 maggio 2017

Una giornata alla scoperta del Basso Polesine, ma anche dei danni che questo ha subito a causa dell’estrazione indiscriminata di idrocarburi, in un momento in cui questa tematica torna purtroppo attuale.

Giornata di studio promossa da Italia Nostra, ordini professionali e tanti altri per rendersi conto dei danni provocati al nostro ecosistema dalle estrazioni di idrocarburi

Rovigo – “L’impegno di Italia Nostra nella tutela del patrimonio culturale, storico, artistico e naturale del nostro Paese, continua dopo oltre 60 anni, e deve essere costantemente messo in atto a causa del grave stato di abbandono incuria e pericolo in cui numerosissimi Bene culturali versano ancora oggi”. Lo spiega la nota stampa con la quale l’associazione ambientalista dà notizia di un nuovo progetto.

“Proprio per testimoniare questo impegno diffuso su tutto il territorio nazionale grazie all’opera di 200 sezioni e migliaia di volontari – prosegue la comunicazione – viene proposta questa giornata nazionale dei Beni Comuni”.

Il consiglio direttivo di Italia Nostra di Rovigo, per questa prima “Giornata”, ha promosso, insieme agli ordini professionali degli Ingegneri e degli Architetti, al Collegio dei Geometri, al Consorzio di Bonifica Delta del Po e all’Istituto tecnico per geometri “A. Bernini” un evento dedicato al Delta del Po, per accendere un faro sui recenti sviluppi in merito alle estrazioni di idrocarburi.

“É una scelta emblematica – spiega la nota  per la caratterizzazione forte che esso imprime al nostro territorio non solo dal punto di vista paesaggistico ma anche culturale. Eppure a distanza di anni la sua protezione è ancora discussa, incerta, difficile. Il Governo, con la riforma della 394\91 (legge quadro sulle aree protette di cui fu padre il nostro Gianluigi Ceruti) ne discute il destino e con lo ‘Sblocca Italia’ sembra fare scelte che gli remano contro. Perciò vogliamo parlarne ancora una volta, dando seguito alla nostra vocazione che è quella di far conoscere”.

“L’evento è suddiviso in due giornate: nella prima giornata, il 13 maggio dalle 9 alle 13, si è tenuto a Rovigo un seminario tecnico scientifico sul tema della subsidenza derivante da estrazione di idrocarburi dal sottosuolo. Il seminario prevede l’intervento di illustri ricercatori e professionisti protagonisti nel campo. La seconda giornata, domenica 14 maggio, si è svolta direttamente nei luoghi che testimoniano l’avvenuto abbassamento del suolo e le sue conseguenze“.




Risalita del cuneo salino, problema da affrontare seriamente 

Da”RovigoOggi.it” 7 MAGGIO 2017

 

Un fenomeno che pregiudica il Delta quello della siccità e di conseguenza l’aumento del cuneo salino che vede una risalita di 12 chilometri, comportando effetti dannosi sul territorio.

Per questo Diego Crivellari invita il ministero dell’Ambiente ad effettuare un efficace programma di azioni per contrastare l’aggravarsi della situazione. Rovigo – “Desta notevole preoccupazione la disponibilità idrica nel nostro territorio. In Veneto nei giorni scorsi, con un’ordinanza del presidente della Regione del Veneto, è stato dichiarato lo stato di crisi idrica su tutto il territorio regionale, che avrà validità fino al 15 maggio, con riserva di modifica dei contenuti in relazione all’andamento meteorologico”.

Si prende in carico il problema dei veneti, polesani compresi, il parlamentare del Partito democratico Diego Crivellari ha chiesto al ministero dell’Ambiente un efficace programma di azioni per contrastare l’aggravarsi della situazione di siccità che nonostante le piogge di questi giorni, è comunque alta.

Al centro dell’attenzione, la gestione della risorsa idrica sul fiume Adige, che rappresenta attualmente il punto più critico del sistema sia come portata, sia per la risalita del cuneo salino alla foce.

Crivellari fa presente che in particolare, “l’intero Delta del Po è soggetto a una sofferenza idrica a seguito del fenomeno della risalita del cuneo salino, che provoca effetti deleteri in corrispondenza dell’intero territorio. Tra le cause generali vi sono le ridotte portate del Po, dovute a contenuti rilasci idrici montani, prelievi incontrollati, gestione delle acque poco accorta e cambiamenti climatici, che non permettono di garantire un coordinamento ottimale. Tutto ciò è direttamente connesso all’utilizzo delle acque da parte dell’intero bacino, che essendo il più ricco d’Italia, ospita una parte consistente di popolazione e di attività lavorative. La risalita del cuneo salino comporta effetti dannosi sul territorio, che causano l’impossibilità di irrigare alcune aree del delta, con conseguenze che ricadono all’interno degli ecosistemi. La trasformazione delle acque dolci in acque salate comporta numerosi effetti in corrispondenza degli ambiti costieri, tra cui la difficoltà di prelevare acque in corrispondenza dei fiumi e quindi di irrigare il territorio, oltre che di garantire acque potabilizzabili in corrispondenza dei territori prospicienti la costa”.

“Come inoltre comunicato dai Consorzi di bonifica del Veneto e da Anbi, riuniti a Rovigo lo scorso 28 aprile, il cuneo salino è risalito di ben 12 chilometri nell’area del Delta, oltre l’asta della strada Romea, rendendo inutilizzabile l’acqua sia per uso idropotabile che per uso irriguo” conclude Crivellari che chiede un urgente e efficace programma di azione per contrastare l’aggravarsi di un fenomeno che pregiudica l’economia agricola e l’equilibrio ambientale del Delta del Po.




Delta del Po News – Aprile 2017

E’ stata pubblicata  la Rassegna stampa del Consorzio di bonifica Delta del Po di aprile  2017 a cura dell’ANBI Veneto.
Per saperne di più clicca qui.




Senza piogge il Delta è in ginocchio: si teme una grave siccità estiva

Da “Il Gazzettino” 16.04.2017

TAGLIO DI PO – «Se non pioverà da qui in avanti con cadenza settimanale, la prossima campagna irrigua sarà paragonabile a quella del 2003».
Lo ha detto Giancarlo Mantovani, direttore della Bonifica Delta Po.
Dall’inizio dell’anno sono caduti 120 centimetri di pioggia, meno della media dello stesso periodo del 2016. Di questi, 100 millimetri sono piovuti tutti in una volta ai primi giorni di febbraio. L’Adige a a Rovigo è a meno 3,80 metri costantemente sotto la quota e già da oltre una settimana l’acqua salata che entra dal mare non permette di irrigare con continuità il territorio di Sant’Anna di Chioggia per le coltivazioni orticole.
Nel Po la portata a Santa Maria Maddalena si mantiene attorno ai 900 metri cubi al secondo e per ora, non desta eccessiva preoccupazione. «Ma se non pioverà a breve e con continuità nei bacini imbriferi di Adige e Po – ha aggiunto Mantovani – la situazione diventerà presto insostenibile. Fino a oggi non tutte le derivazioni irrigue di Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna sono state attivate. Da maggio in poi l’acqua sarà molta meno nel fiume».




Siccità e risalita del cuneo salino

Da : “La voce di Rovigo” 15.04.2017
Il Delta del Po
 “La siccità che sta colpendo il territorio veneto e il Delta del Po non tende a diminuire”.

E’ c’è il rischio risalita del cuneo salino.

A lanciare il grido d’allarme è Giancarlo Mantovani, direttore del Consorzio di bonifica Delta del Po. “Dall’inizio dell’anno – spiega – sono caduti solo 120 millimetri di pioggia, meno della metà della media dello stesso periodo lo scorso anno, di cui 100 millimetri tutti in una volta nei primi giorni di febbraio. L’Adige a Boara Pisani è costantemente sotto la quota -3,80 e già da oltre una settimana il sale non permette di fornire con continuità l’acqua irrigua al territorio di Sant’Anna di Chioggia per le coltivazioni orticole. Se non pioverà con cadenza settimanale, la prossima campagna irrigua sarà paragonabile a quella del 2003”. Analoga la situazione per quanto riguarda il Po.